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Il gaslighting è un tipo di manipolazione molto frequente quando hai a che fare con persone ad alta conflittualità, come le persone narcisiste. È una maniera che punta a far sì che la persona che ne sia vittima non si senta più sicura dei propri sentimenti, delle proprie sensazioni, di quello che sa essere vero, di quello che si ricorda, e si metta in discussione in termini di equilibrio mentale.
In qualche modo si sente di essere nel dubbio, non in sé, magari fuori di testa, perché le viene insinuato espressamente questo.

Si tratta di una manipolazione sottile, che viene fatta per un lungo periodo e molto pericolosa perché ha come effetto, goccia dopo goccia, di mettere fortemente in confusione la persona che ne è vittima.

Esempi di gaslighting: una madre non chiama mai il proprio figlio ma aspetta di essere chiamata da lui. Quando questo figlio telefona, la reazione è: ‘Ah, che onore!’ Come se l’altro fosse l’unica persona in carico di portare avanti la relazione, e quindi lo incolpa di non farsi mai vivo, quando è lei a non farlo mai.

Un altro esempio potrebbe essere quello di una bambina che vive in una famiglia disfunzionale e abusiva. Quando si sente arrabbiata o triste le viene detto che se capisce, non si arrabbia e non piange. In questo modo viene messa nella situazione paradossale di dover scegliere tra sentire quello che sente ed essere in contatto coi propri sentimenti, le proprie sensazioni, oppure scegliere di essere riconosciuta come matura e come intelligente.

Ancora: un uomo porta avanti i suoi progetti professionali per i quali si è formato professionalmente, ed è un professionista riconosciuto ma quando lo fa, in famiglia viene trattato come se stesse giocando: ‘Cosa fai? Vai a fare i tuoi giochi? Vai nella tua cameretta?’
E in questo modo viene messo nella condizione di doversi giustificare per fare quello che, di fatto, è il suo mestiere.

Un altro esempio potrebbe essere l’amica invadente che telefona e dice: ‘Allora va bene, passo per le quattro?’ e l’altra dice: ‘Perché… ? Non sapevo che avessimo appuntamento…’ ‘Ma come no? Non ti ricordi? Te l’avevo detto che dovevamo fare la tale cosa!’
E non è mai stato detto. Viene sottinteso, però, di sì, e quindi chi riceve questo tipo di trattamento si sente nella posizione di dover far valere un ricordo che forse non è neanche attendibile.

Altro esempio: un amante invita la propria ragazza a trovarlo e dice: ‘Tu non ti preoccupare di nulla, compra solo il biglietto aereo’, perché abitano lontano, ‘E io penso al resto.’
Si vedono e c’è un primo pranzo fuori. A questo punto lui dice: ‘Vabbè, dai, per questa volta offro io, okay… ?’

Il gaslighting è una tecnica manipolativa molto pericolosa e serve anche a gettare sempre sulla vittima la responsabilità di farsi valere. È come un remare contro. Tu sai di avere un certo tipo di ricordo o sai di avere una precisa sensazione che corrisponde al vero, ma per vedertela riconoscere devi fare un extra sforzo perché c’è una corrente inversa che ti porta in tutt’altra direzione. È spesso anche una manovra proiettiva perché il gaslighter, la persona narcisista, fa proprio quella cosa di cui ti accusa. Questo vale sempre per entrambi i generi, i due ruoli possono essere giocati da chiunque, compreso parenti, amici, colleghi ecc.

In questo caso la responsabilità di far rendere effettiva quella che è la realtà delle cose, è tutta sulle spalle della vittima. A lungo andare può succedere che vengano meno le forze di opporsi e, se si rimane esposti a questo tipo di relazione e di trattamento, di solito si tende a indebolire la fiducia in sé stessi. Come minimo.