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Narciso era uno stupendo giovane, figlio di un dio e di una ninfa, e così orgoglioso e sprezzante nella sua bellezza, da non lasciar avvicinare nessuna (o nessuno).

Inutilmente si facevano avanti schiere di ammiratrici, anche bellissime: Narciso non le vedeva neanche. Si innamorò di lui anche la ninfa Eco, che per un sortilegio era condannata a poter ripetere solo le ultime parole del suo interlocutore.

“C’è qualcuno?”, dice Narciso, sentendo dei rumori, ed Eco risponde: “Qualcuno”. Lui si meraviglia, e cercando con gli occhi da tutte le parti grida “Vieni!”. E lei chiama lui che la chiama. Si guarda dietro le spalle, e visto che anche questa volta nessuno viene fuori, “Perché – dice – mi sfuggi?”, e quante parole pronuncia, altrettante ne riceve. Insiste, e smarrito dal rimbalzare della voce dice: “Qui riuniamoci!”, ed Eco, che a nessun suono mai risponderebbe più volentieri, “Uniamoci!” ripete. E decisa a far come dice esce dal bosco e si fa avanti per gettargli bramosamente le braccia al collo.

Lui fugge, e nel fuggire: “Giù le mani, non mi abbracciare! – esclama. – Preferisco morire piuttosto che darmi a te!” Eco non risponde altro che “Darmi a te!”

Disprezzata nel suo desiderio, Eco si ritira sempre più nel bosco. La voce c’è, ma il corpo si consuma, restano le ossa, che poi finiranno col diventare pietre.

Gli dei, intanto, decidono di punire il superbo Narciso, e lo condannano a sperimentare anche lui l’amore senza speranza.

In un laghetto di acqua limpida, calmo come olio, un giorno Narciso scorge la sua immagine, e se ne innamora perdutamente.

Chi è dunque questo straordinario ragazzo, dalle labbra rosse e gli occhi luminosi? Perché non parla? Perché non si fa avanti, quando sembra ricambiare sorrisi e sguardi? Se lo cerco, lui è lì. Se faccio per toccarlo, scompare. Non ha voce, e non ha corpo, eppure esiste; e mi desidera, ed è reale.

“Ma questo sono io! Ho capito, e la mia immagine non m’inganna più! Brucio d’amore per me stesso, suscito e subisco la fiamma! Che devo fare? Farmi chiedere, oppure chiedere io? Ma poi, chiedere che? Quel che desidero vive in me: ricchezza che equivale a povertà. Oh potessi staccarmi dal mio corpo! Desiderio inaudito per uno che ama, vorrei che la cosa amata fosse più distante.”

Narciso muore d’amore, senza mai aver conosciuto alcun contatto. Eco è consumata dal desiderio di lui, e di lei non resta che un suono lontano.

 

Sta squillando qualche campanellino d’allarme..? Se la storia ti suona in qualche modo familiare, probabilmente hai avuto, o stai avendo, a che fare con un narciso/a.

I narcisi sono persone che risultano fortemente attraenti per le loro Eco, ovvero le persone capaci di fornire quella benzina di attenzioni di cui il narciso ha forte necessità per mantenere il suo fragile equilibrio.

Il mito di Narciso ed Eco è un buon parametro per vedere dove ci troviamo, nel nostro percorso col narciso: pensiamo di avere possibilità di essere prima o poi viste, o scelte?

Pensiamo che, grazie alla nostra dedizione e caratteristiche uniche, narciso si distoglierà dal proprio auto innamoramento..?

 

Purtroppo l’esperienza ci insegna che le personalità narcisistiche hanno scarse possibilità di recupero. Il narciso non sta in piedi da solo: ha costante bisogno di conferme dall’esterno, proprio perché la sua autostima è molto evanescente.

Come il Narciso del mito, il narciso ha bisogno di innamorarsi di qualcosa di apparente, per definizione irraggiungibile, per poter rifiutare ogni altro rapporto con persone in carne ed ossa.

Non è simile a ciò che accade nella realtà? La Eco che desidera mettersi in relazione col Narciso, parlargli e toccarlo, non è mai abbastanza per lui, che è rivolto altrove. C’è qualcos’altro di meglio, non questa persona, non questo incontro, qualcos’altro… sicuramente è lì lì per arrivare. Ma questa persona no, non è abbastanza.

E cos’è più drammatico? Uno che non si concederà mai la possibilità di alzare gli occhi verso una persona vera, con le sue imperfezioni, o una persona che insiste a chiamare e attirare l’attenzione di qualcuno che non desidera (e che non può permettersi) avere a che fare con la realtà? Che sa giudicare e condannare, ma non sporcarsi le mani e provare com’è, stare insieme tra pari?

 

Se sei incastrato in una relazione con un narciso/a, come sarebbe parlarne a voce insieme? Prenota una sessione qui.

 

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