Come uscire dalla zona di comfort

 

Una delle iniziazioni fondamentali della donna, nel suo viaggio di trasformazione da pulcino spaurito dalla vita a creatura forte, sicura di sé e consapevole, ha a che fare con l’uscire dalla zona di comfort.

 

Quando ci apprestiamo a farlo, ecco che come Vassilissa (e come Cenerentola!), anche noi sentiamo tutte le voci delle sorellastre cattive che ci ricordano quanto siamo stupide, incapaci, lente, disorganizzate, fallimentari (aggiungi pure le tue di voci! Scrivimele nei commenti e vediamo se le tue ‘sorellastre’ sono poi così originali! 😉).

Voci alle quali tendiamo a credere e che sono capaci di smorzare, o uccidere, la nostra creatività e voglia di costruire una vita realmente a nostra dimensione.

 

Come spiega Clarissa Pinkola Estes nel suo meraviglioso Donne che corrono coi lupi, quando la donna è molestata dalle voci che la esortano a compiacere ogni richiesta altrui, questa disponibilità alla compiacenza produce a un certo punto una consapevolezza traumatizzante:

 

se essere sé stesse significa essere esiliate da molti altri, compiacere le richieste altrui fa sì che ci si senta esiliate da noi stesse

 

Spesso questo fenomeno viene polarizzato nel concetto di ‘farsi furbe‘: abbandonare i buoni propositi di essere buone e gentili e abbracciare il ‘lato oscuro‘.

Questa visione polarizzata va senz’altro bene per la trama di Star Wars, ma nella vita reale l’iniziazione da apprendere qui è più sottile: agire in modo centrato, sentendo la nostra connessione col tutto, ovvero anche col nostro ambiente, con le persone attorno a noi, genera un’azione nel mondo equilibrata, che sa essere gentile ma anche ferma.

Che è, in pratica, capace di adattarsi senza essere vincolata a nessun punto di vista fisso.

 

Naturalmente è molto più confortevole muoversi sotto la bandiera del ‘sono tanto buona e disponibile, se succede qualcosa di brutto io sono per forza la vittima‘, ma questa ‘comodità’, questo sentirsi sempre a posto con la coscienza lo paghiamo con la rinuncia al nostro potere di agire sulla nostra vita.

Quando il potere è tutto all’esterno, noi siamo al massimo delle bambine della consapevolezza, invece che delle regine.

 

Allora, se sei pronta a uscire dalla zona di comfort, ecco alcune cose da tenere presenti:

 

è molto più facile se ti scegli un obiettivo

 

Lo scopo non è di fare una rivoluzione istantanea e buttarti in acque profonde senza aver prima imparato a nuotare, ma solamente sceglierti un obiettivo (anche piccolo va benissimo!) e fare tutto ciò che va fatto per raggiungerlo. Assumerti il rischio di fallire, e prenderti l’impegno alla costanza che è richiesta.

 

Il senso di colpa non è solo probabile: è certo

 

Le sorellastre, sia nella nostra testa che impersonate da familiari, amici, colleghi e partner, ci diranno che siamo egoiste, sfacciate o egocentriche, a volerci prendere tutto questo spazio per noi trascurando di essere a disposizione delle loro richieste. Non farti incantare. Non durerà a lungo. Non appena avrai raccolto i primi risultati queste stesse sorellastre inizieranno a cercare di sfruttare i tuoi risultati, se ne prenderanno il merito, diranno che ‘l’ho sempre saputo che eri brava!’.

Non c’è proprio nulla di reale di cui sentirti in colpa.

 

Se sei troppo gentile verrai trattata peggio, non meglio

 

C’è un confine sottile tra l’essere una persona gentile o l’essere troppo gentile. E quel confine è, ancora una volta, la scelta.

Se senti di non poter fare a meno di essere gentile, di non avere scelta a prescindere da come vieni trattata, tieni bene a mente questo: quando sei troppo gentile, la tua gentilezza non verrà ricevuta e l’altro ti tratterà male.

E’ richiesto un equilibrio costante tra dare e avere. Se stai dando troppo, e l’altro non è in grado di ricambiare, l’equilibrio si spezza e l’altro dovrà aggredirti, in qualche modo, per convincerti a smettere!

 

Non puoi svilupparti se ti circondi di sfruttatori

 

Non è solo più faticoso: è pressoché impossibile. Hai bisogno di creare attorno a te un ambiente e una rete di persone che ti apprezzino, ti riconoscano, per poter fiorire nella tua creatività e nel tuo potenziale. Non fingere di poterlo fare comunque: se sei impegnata a compiacere tutti gli altri e non te stessa, le giornate non diventeranno di 48 ore! E’ richiesto che tu ti renda una priorità.

 

E per farlo, esci dalla zona di comfort.

 

Di questo, e di altri strumenti per ricontattare la tua autostima, le tue risorse come l’intuito, parleremo nel workshop Vassilissa che si terrà a Milano il 16 novembre 2019.

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