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Avere a che fare con un narcisista può essere un’occasione di meditazione, nel senso che nasca una riflessione su quanto siamo disposti a farci maltrattare.

Qual è il livello di compromesso che siamo disposti a tollerare, e che cosa si muove in noi, via via che la pressione tende a salire? Quali sono i nostri veri desideri? Che cosa stiamo generando davvero? Perché, dopo un po’ di tempo, diventa impossibile non notare che siamo parte in causa, che siamo attivamente complici in qualche modo del tipo di abuso che si sta perpetrando.

Quanto puoi essere maltrattata? Questo è un aspetto difficile da ignorare. In questo senso può rappresentare un’occasione di meditazione, e durante tutto questo tempo, cerchiamo di agire sulla relazione, di fare qualcosa, di interrogarci su che cosa potrebbe fare la differenza.
Come potremmo migliorare la situazione? Cambiare l’altro, far funzionare la situazione… ?

Sono tutte modalità per resistere al cambiamento di noi.

Noi siamo veramente l’unico campo sul quale si può e ha senso agire e, guarda caso, è anche il campo dove si fa davvero la differenza. Cambiare NOI.
Quindi, è tutta una grande modalità per resistere a questo tipo di cambiamento. Grande o piccolo che sia, cerchiamo di mantenere il nostro status quo, mantenere intatti i nostri desideri, le nostre illusioni ed evitare per quanto possibile che si scontrino con la realtà dei fatti… ovvero il fatto che il nostro atteggiamento non sta generando i risultati desiderati.

Perciò, dovesse mai accadere il momento in cui cambi tu… ecco che cosa ci si può aspettare.

Uno dei primi effetti, e una delle prime osservazioni è che la paura della tigre… fa molta più paura della tigre stessa! Quando tu affronti questa tigre, potresti scoprire che è di cartapesta. Non è poi così potente, e il potere che aveva in realtà era principalmente quello che tu le stavi attribuendo.

Questa persona, della quale hai temuto il giudizio, la disapprovazione, lo scherno, a un certo punto si rivela fragile, piccola, con dei difetti veramente importanti, con degli aspetti che, in realtà, ai tuoi occhi finalmente appaiono ridicoli.
Perciò, a questo punto potrebbe succedere di ridimensionare questa persona, tutto in un colpo. E potresti scoprire che ti stavi limitando tu per evitare di andare incontro al giudizio di qualcuno del quale il giudizio non è poi così rilevante.

Un’altra cosa è che potresti renderti conto che stava avvenendo una conversazione a senso unico, una conversazione tra due persone che parlano un linguaggio emotivo talmente diverso che è come una lingua completamente diversa. Si tratta di una conversazione sterile, inutile, che non portava da nessuna parte.
Potresti addirittura accorgerti di essere l’unico a tenere in piedi questa conversazione, magari relazione dopo relazione. Se vai indietro nel passato, ripercorri diverse relazioni ad arrivare a quelle più antiche, scoprendo che si tratta di una conversazione di una vita che si porta avanti nell’intento di ottenere un certo tipo di considerazione e di feedback da una persona che non parla quella lingua.

Nel momento in cui scegli di cambiare tu, potresti avvertire un grande e riposante silenzio, un grande momento di respiro che inaspettatamente si rivela nutriente e desiderato. Si rivela come un momento riposante dopo una lunga fase di sforzo e di tensione. Improvvisamente ti capita di avere tanto tempo, tanta energia, tante risorse da applicare finalmente a te stessa e che senso aveva questa relazione così dispotica, così complessa e spiacevole? Forse il senso di distrarti dalla creazione della tua vita, e dal guardare dove altro aveva senso indirizzare le tue energie, quegli altri aspetti della tua vita che dicono: ‘Ehi, ci sono anch’io! Dedicati un po’ anche a me!’

Tutte queste energie si liberano perché la relazione con una persona manipolatoria, ad alta conflittualità, è molto impegnativa ed esigente. Per mettere in piedi una relazione così, c’è bisogno di credere a parecchie bugie. Ogni bugia, per essere mantenuta in posizione, ne ha diverse sotto di sé e ognuna di queste ne ha ancora altre sotto di sé, e tutte queste bugie, per riuscire in qualche modo a crederci, sono estremamente impegnative. Richiedono tantissima attenzione. All’improvviso questa attenzione si libera e diventa disponibile per te.

Potrebbe succedere di aver resistito così tanto tempo a questo tipo di cambiamento perché ti appariva come un azzardo, come compiere un passo estremamente rischioso… anche se non si capisce bene qual è il rischio reale che stai per affrontare, qual è il danno che te ne potrebbe venire.
Non è chiaro, qui, però senti che è una cosa molto pericolosa e che ne va di qualcosa di molto importante.
Invece quando lo fai, alla fine ti chiedi: ‘ma perché ci ho messo così tanto tempo?’

Perché è semplice e naturale. È incredibilmente più semplice che non farlo, più semplice che non rimanere nella relazione col narcisista, e chissà perché hai aspettato così tanto a farlo.

In definitiva, cosa potrebbe succedere? Che il cambiamento non si genera per qualcosa che tu fai, per qualcosa che tu dici, ma potrebbe accadere di generarlo da ferma. Non c’è bisogno di fare una cosa in particolare. Basta solo che avvenga quel click dentro di te che dice: è abbastanza. Ne ho avuto abbastanza, merito di più. Voglio cambiare. Questa cosa non è più sostenibile. Ad un certo punto, la misura è colma e quel click fa sì che ci sia uno spostamento nel campo dell’essere, non tanto nel campo del fare. Magari il cambiamento avviene senza che tu faccia cognitivamente una cosa diversa. Semplicemente, l’altra persona percepisce che non è più aria, che non si crea più quella dinamica che c’era stata prima, e quindi automaticamente rompe la relazione, probbilmente creando un pretesto o un’occasione di conflitto.

C’è un qualche motivo ufficiale, ma noi sappiamo bene che il vero motivo è un altro. Il vero motivo sta altrove, perché in passato ci sono state altre occasioni di conflitto, che non sono affatto andate così, però adesso sì. La situazione è intimamente cambiata e quindi non siete più in qualche modo compatibili.

Basta quel click. Non serve altro.