Durante gli anni della mia formazione, ovvero dall’adolescenza quando mi sono affacciata al mondo delle relazioni e della coppia, a direi oggi, un sacco di cose sono cambiate. Creo situazioni diverse, con persone molto diverse, in un clima diverso da quello che era un tempo, e devo dire che vivo molto meglio!

 

Beninteso: questa è una formazione che non finisce mai. Perché le persone sono universi a sè (sapevi che le connessioni neurali di un cervello sono più numerose del numero stimato di stelle in cielo?), e il relazionarsi è un’arte, più che una scienza. Inutile illudersi di aver trovato la ricetta definitiva.

 

Ma se dovessi, per sintesi, scegliere solo tre elementi, tre cose che sono cambiate negli anni, e che hanno fatto tutta la differenza del mondo, credo che opterei per queste tre:

 

 

Non siamo responsabili della felicità l’uno dell’altro

 

 

Questo rientra nel grande filone dell’essere responsabili per sè, abbandonando l’idea infantile che qualcuno possa intervenire su di noi e risolverci la vita. Purtroppo, anche se è molto attraente e consolante l’idea di poter avere un colpo di culo che ci fa incontrare la persona della vita, con la quale svoltare magicamente, la verità è un po’ diversa.

 

Se non sei responsabile per te stessa, significa che stai chiedendo all’altra persona qualcosa che non gli compete, tipo:

 

  • colmare i tuoi vuoti emotivi
  • darti la cura amorevole e la gentilezza che tu non hai mai saputo darti
  • assumersi responsabilità per aver stimolato delle tue ferite antiche
  • essere il genitore che sognavi e che non hai mai avuto

eccetera eccetera. Ovviamente non solo non è realistico pensare di trovare qualcuno che accetterebbe di farlo (chi se la piglia sta croce??), ma non è neppure possibile: l’unica persona in grado di elevarsi al di sopra della tua storia personale e delle tue ferite, e di scegliere altro, sei tu.

 

Quando pensi che l’altro debba ‘renderti felice’, stai facendo proprio questo: dargli la responsabilità di qualcosa che non può controllare. Ricetta per il disastro.

 

SOLUZIONE ➡️ Riconosci che la tua felicità è una scelta personale, e se mentre sei felice trovi qualcuno col quale condividerla, è fantastico! Se non la stai scegliendo, è ok: puoi sempre scegliere altro.

 

Una coppia felice è formata di persone che hanno una propria identità, un proprio percorso individuale, e che a un certo punto decidono di unirsi. Vogliamo fare un esempio sulla breccia dell’onda? Facciamolo: i Ferragnez. Non hanno l’aria di essere due che stessero aspettando un partner che gli riempisse la vita, giusto..?

 

Una cosa è riconoscere le difficoltà che una relazione porta e agire di conseguenza, un altro è rendere l’altro il responsabile della nostra felicità. Se lo stai facendo, smetti subito!

 

 

Non esiste ‘La Relazione’. Esiste il relazionarsi

 

 

Ebbene sì. Nella nostra società La Relazione è una sorta di entità da idolatrare, un metro di misurazione del livello di successo e di salute di una persona, come i Soldi, il Lavoro, i Follower (scherzo! 😆).

 

Se parliamo di Relazione entra in gioco il fattore sfiga (non ho trovato la Persona Giusta), le congiunture storico sociali (non ci sono più gli Uomini Di Una Volta) e le considerazioni di genere (gli uomini sono Tutti Bastardi VS le donne sono Tutte Zoccole).

 

Come sarebbe invece, se la relazione fosse molto meno significativa di così? Se smettessimo di guardare all’altro come a un avversario da vincere o un’equazione da craccare..? Tanto più togli importanza e significato dalla relazione, tanto più ti rendi disponibile a rapportarti dalla consapevolezza delle rispettive differenze e bisogni.

 

SOLUZIONE ➡️ La relazione è innanzitutto il prodotto del nostro stile nel relazionarci: è quello che seleziona la persona (le persone) con le quali entreremo in intimità, quanto profondamente e con che esiti. A relazionarsi si impara e si migliora. Fidati del processo, e l’esistenza ti ricompenserà!

 

 

‘Non sono il tuo cane da guardia’

 

 

Credo di averlo detto, negli anni, a diversi fidanzati! Vuol dire che intendo relazionarmi a una persona adulta, responsabile delle proprie scelte e che non ha bisogno della mia approvazione per vivere la sua vita.

Chiaramente essere in coppia implica che abbiamo una vita in comune, e che le scelte che riguardano entrambi vengono condivise e vagliate insieme, ma stare insieme non può essere considerato una ‘scusa’ e una giustificazione per ciò che scegliamo di fare o di non fare.

 

Non apprezzerei di sentirmelo rinfacciare, un giorno!

 

Ad esempio, per quel che riguarda  i tradimenti, io sono orientata a una relazione monogama, ma non mi piace affatto l’idea che l’altra persona si sacrifichi rinunciando a qualcosa che gli appare nutriente, perché pensa di starlo facendo ‘per me’. Se sceglie di farlo, ok: è una persona adulta che fa quella scelta e se ne assume le responsabilità. Non ha bisogno del mio benestare perché, appunto, non sono il suo cane da guardia: non lo controllo, non spio i suoi messaggi, niente del genere.

 

Idem se ha una qualche brutta abitudine: se mi chiede aiuto per cambiare sono disponibile, ma di base io non interferisco nelle sue scelte. Se l’altro, per esempio, è fumatore, semplicemente faccio presente che non gradisco stare in ambienti dove si fuma, ma a parte questo lo lascio libero di fumare. Non sono il suo cane da guardia!

 

SOLUZIONE ➡️ Riconosci che la coppia non è un’estensione della mamma, che ti sgrida e ti dice cosa devi fare o non fare! La coppia è il luogo dove due persone libere, autonome e adulte scelgono di condividere una vita insieme, e sono da stimolo l’una per l’altra per diventare la versione migliore di sè stessi.

 

Il controllo non è mai stato un invito al cambiamento, ma solo un indicatore di insicurezza.

 

 

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