Uno dei miei tanti difetti è la tendenza a raccontare tutto ciò che mi passa per la testa nella convinzione che, avendo le migliori intenzioni, chi mi ascolta mi capirà e sarà pure grato della mia trasparenza.

Dopo infiniti brutti risvegli, sto finalmente mettendo da parte questo sogno di fusione in favore di un atteggiamento più pragmatico, dove la sincerità resta un valore fondamentale, ma non da scegliere a tutti i costi!

L’idea che essere sinceri sia sempre meglio è un mito duro a morire. Essere del tutto sinceri ha il doppio effetto di farci sentire i paladini della giustizia (alimentando così i nostri ego voraci), e di alleggerirci dalla fatica di essere responsabili anche per l’altro, dosando la nostra verità.

Naturale che essere sinceri rappresenti una tentazione fortissima!

Sia chiaro: la sincerità è senz’altro la scelta migliore, sulla quale basare i rapporti con chiunque e in particolare con un partner, e capisco bene se scegli di essere ‘la più sincera possibile, il più spesso possibile’. Hai tutta la mia stima. Ma come sempre, attenta a non fissarti!

All’estremo opposto c’è l’idea della manipolazione, che di solito viene intesa come sinonimo di falsità, interesse e cattive intenzioni. E se fosse invece un modo per parlare la lingua dell’altra persona, tenendo conto delle sue caratteristiche e del suo livello di consapevolezza..? Saresti disposta a manipolare un po’ di più, quando è richiesto?

La scelta della sincerità a tutti i costi, invece, si basa sull’ideale che una relazione dovrebbe essere una fusione vera e propria, dove non servono filtri perché tanto ci si vuole bene.

Ma se è vero che un rapporto  dovrebbe tendere alla sincerità e alla comunione, resta il fatto che relazione significa distanza tra due parti! e che è davvero troppo ingenuo pensare di potersi fondere senza farsi male.

Credo sia più pragmatico vedere la relazione come una danza tra due parti, dove una più profonda comprensione reciproca non necessariamente elimina le differenze, ma porta all’accettazione che le differenze ci sono e si possono comprendere per comunicare meglio.

Allora come fare quando si ha una voglia pazzesca di vuotare il sacco?

I punti fondamentali da tenere presente sono i seguenti:

Se l’altro non è consapevole di qualcosa, non è detto che la differenza la facciano le informazioni

Non pensare che l’altra persona  aspetti solamente che tu gli spiattelli la tua verità, per rispondere ‘aha! non ci avevo mai pensato’, perché è probabile che si tratti di qualcosa del quale sta scegliendo di non essere consapevole.

Se la persona non sta riconoscendo qualcosa, la domanda da farti non è ‘faccio bene o male a dirglielo?’, ma piuttosto

‘che cosa è disposto a riconoscere?’ 

‘quanta verità è disponibile a digerire’?

Perché se dici qualcosa che l’altro non vuole riconoscere, guess what? non capirà, si chiuderà ancora di più e se la prederà con te.

Sincerità vs gentilezza                               

Nell’urgenza della sincerità, se volessimo essere davvero gentili, potremmo riconoscere che l’altro non è disponibile, in quel momento, a una simile doccia fredda.

E’ molto comodo buttare il bambino in piscina e dire ‘o muore o impara a nuotare!’, ma questa non è Sparta, e la verità è che al bambino andrebbe molto meglio un approccio graduale, rispettoso dei suoi tempi.

Il che non significa che tutto debba essere comodo! Va bene che un momento di sincerità sia spiazzante o doloroso, purché ci sia la disponibilità a processare quell’informazione, e non nascondere tutto sotto il tappeto.

Usare questa gentilezza è molto più impegnativo della sincerità: ci richiede di mettere da parte il nostro appagamento immediato per poter contribuire all’altra persona, ci richiede di essere un adulto della consapevolezza, invece di fregiarci della spilletta al merito della sincerità, incuranti dell’effetto che questa può avere sugli altri.

Fusione vs Danza 

All’immagine della fusione, la mezza mela perfetta in presenza della quale troveremo il perfetto accordo e potremo dirci tutto, vorrei contrapporre l’idea della danza.

Ballare con qualcuno non è tenere tutto in comune e stare stretti stretti a contatto, ma muoversi insieme a tempo creando aggiustamenti continui, avvicinamenti e allontanamenti, cambi di peso e accenti.

Ritmo.

Dentro di noi alberga la convinzione che ‘quando si ama si può dire tutto’, ‘lo dico per il suo bene e quindi posso dire quello che voglio’, ‘sono severa ma giusta’, come se l’altro fosse un’estensione di noi e il valore della nostra relazione si misurasse nella capacità di essere d’accordo.

Ho una domanda per te: quest’approccio ha mai funzionato? Ti è mai capitato di poter dire tutto quello che pensi a qualcuno, e di essere apprezzata per questo..?

Concludendo 

Tempo fa ho visto un documentario sulle real dolls, ovvero bambole destinate a un uso sessuale estremamente realistiche e che, a tendere, verranno ulteriormente implementate con l’intelligenza artificiale.

Esistono vari estimatori in giro per il mondo e la cosa che mi ha impressionato di più non è stata tanto l’efficienza dal punto di vista erotico (per molti uomini l’interazione sessuale è talmente povera che una bambola inanimata è più che sufficiente), quanto il rapporto affettivo che questi uomini riuscivano a creare con loro.

Alcuni dichiaravano di esserne innamorati, e di stare talmente meglio con la bambola da non voler tornare mai più al rapporto con una donna, perche le donne, testualmente, “sono senza cuore!”.

Questo la dice lunga sulle difficoltà che si possono provare nel rapportarsi con un essere umano che incarna infinite sfumature e differenze, e di quanto sia più semplice vivere di sola proiezione, come nel caso della bambola.

Credo che il valore dell’intimità tra persone sia così inestimabile da meritarsi il nostro impegno a modularci e armonizzarci con l’altra persona, usando tutta la consapevolezza che abbiamo e raccogliendo tutte le sfide di crescita che la relazione ci pone.

Quindi la prossima volta che ti scappa di essere sincera, chiediti: è disposto a sentire questa informazione?

X