Il processo di individuazione, secondo la lettura junghiana, è un trovarsi sempre più preciso, disvelare sempre nuove parti di noi per essere equipaggiati a nuove sfide e meglio radicati in noi stessi.

Ha  uno svolgimento orizzontale, cronologico, che va dalla nascita alla morte secondo alcune tappe (innocente e ingenuo, in cerca, poi consapevole e integrato, e da capo) ma esiste anche un percorso verticale: alle volte ci ritroviamo incagliati in situazioni che pensavamo di aver già superato, cose che eravamo certi di aver già risolto e che invece siamo temporaneamente chiamati a riaffrontare.

In questo processo, un aiuto ci può venire dalle fiabe tradizionali: alcuni racconti compaiono in diverse culture del mondo con  piccole sfumature, e il fatto che resistano nel tempo ci indica che parlano di noi, toccano delle corde profonde con simboli che attendono di essere tradotti nel linguaggio della nostra consapevolezza ed essere usati come mappa del territorio che stiamo percorrendo.

Le fiabe ci dicono Vai Avanti e Non Avere Paura. Ci promettono che le cose possono finire bene, se solo prestiamo all’esistenza la nostra opera e la nostra fiducia nel processo.

Ma come possiamo usare le fiabe quando siamo in cerca di sostegno e chiarezza?

 

  1. Innanzitutto dobbiamo ricordarci questa regola: nelle fiabe, come nei sogni, ogni personaggio e ogni elemento va letto come una parte costituente della psiche del protagonista. Se c’è una fanciulla e un re, un demonio e un mago, il protagonista è sia la fanciulla che il re, sia il diavolo che il mago. Cerchiamo di mettere a fuoco queste diverse ‘forze’ e di chiederci se qualcuna di queste (una parte maschile attiva, forte e sicura di sé, oppure una parte madre, comprensiva e accogliente) non sta ricevendo le giuste attenzioni.

Spesso ci si riferisce al fatto di avere tanti ‘personaggi’ interni come a un sintomo di psicosi, e lo è se a questi personaggi viene negata la possibilità di esistere dentro di noi: ma quando li riconosciamo, che è tutto quello che richiedono e gli permettiamo di esprimersi in un contesto sano e sicuro, allora diventano un arricchimento e regalano profondità a tutta la psiche.

 

  1. Ora scegliamo una fiaba che abbia attinenza col tema che stiamo affrontando: se, ad esempio, dobbiamo liberarci di un predatore, interno od esterno, possiamo ricorrere a Barbablù; se ci sentiamo outsider e tagliate fuori e abbiamo bisogno di trovare una famiglia psichica in grado di accoglierci c’è il Brutto Anatroccolo, se vogliamo riscoprire e allenare il muscolo dell’intuito leggeremo Vassilissa e la Bambola. Se siamo alle prese con le fasi iniziali di una nuova relazione potremmo trovare un tesoro di nuove consapevolezze ne La Donna Scheletro.

 

  1. La fiaba ci mostra un paesaggio che stiamo attraversando e il nostro compito è sovrapporre al racconto la nostra personale narrazione: capire in quale punto della nostra vita (e della fiaba) ci troviamo.

Ci sono sempre alcuni momenti fondamentali, nei racconti, nel quali la protagonista si trova a un bivio, o ha subìto una trasformazione e deve fare i conti con il suo nuovo stato, o è davanti a un compito ingrato da svolgere prima di poter proseguire. Molto spesso possiamo vedere che nel nostro percorso siamo arrivate solo fino a un certo punto e poi ci siamo fermate.

La storia prosegue, ma nella nostra vita siamo a uno stallo.

 

Che cosa stiamo facendo di diverso dalla protagonista? Che cosa ci sta bloccando? La nostra scelta è più funzionale? Sta funzionando, per noi? Quali necessità soddisfa? Che cosa fa di diverso la protagonista della storia e che cosa significherebbe per noi fare la stessa cosa, nella nostra vita?

 

  1. A questo punto possiamo integrare il tutto compiendo nella nostra vita l’azione che la fiaba ci indica. Abbiamo visto la parabola completa, ovvero i passaggi psichici che attraverseremmo accettando la sfida. La fiaba ci racconta cosa c’è al di là della paura e della vergogna.

 

La tentazione è quella di considerarci casi a parte, eccezioni alla regola, impossibilitate a fare qualcosa di diverso. Non lo siamo. Si tratta di riordinare le idee, accordare pancia e cervello e gettare il cuore oltre l’ostacolo, fiduciose che l’esistenza ci sosterrà.

 

*Le fiabe citate fanno parte del libro Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estes, che le approfondisce e le analizza in chiave junghiana.

Scarica gli audio delle fiabe lette da me! Barbablù, Vassilissa e La Donna Scheletro.

 

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