Di fronte a un periodo difficile della nostra vita, o una difficoltà che non riusciamo a superare nonostanti i ripetuti tentativi, in genere ci troviamo davanti a queste due macropossibilità:

 

a) insistere

 

e

 

 b) farci aiutare da qualcuno.

 

La stragrande maggioranza delle persone sceglie di insistere. Si impegna moltissimo nella convinzione che se sarà ‘bravo’, lavorerà di più e si darà più da fare, per forza le cose dovranno cambiare. Come un bambino a cui è stato promesso che può fare tutto, basta che ci creda!

 

Oppure si impegna così così, perché tanto, pensa, ‘non può piovere per sempre’, e si aspetta un qualche fatale cambiamento calato dall’alto, semplicemente  perché è provato le cose tendono a cambiare, rassegnandosi a farsi andare bene la vita così come viene.

 

Esiste poi una forte motivazione a ‘farcela da soli’ (specie per gli uomini!), non cercare mai aiuto, così da dimostrare di essere persone autonome e autosufficiente, che non devono chiedere mai  (l’atto del chiedere gode di una brutta fama, in questa realtà!).

 

Come se chiedere  e ricevere aiuto non fosse pure questo parte del percorso…

 

Se ti riconsci invece nell’altra categoria di persone, quelle che scelgono di farsi aiutare da qualcuno, allora hai davanti una scelta sterminata di opzioni. Mai come in questi anni si sono moltiplicati i terapeuti, gli psic*, facilitatori, costellatori, canalizzatori, life coach, counselor e maestri di vita.

 

La scelta tra i professionisti è basata su vari parametri, a iniziare dai tuoi obiettivi: stai cercando un percorso a lungo termine per scandagliare il tuo passato e analizzare i fatti? Probabilmente uno psicoterapeuta è la scelta giusta per te. Vuoi superare una difficoltà in particolare, in tempi il più breve possibile e andando dritto al punto? Potresti considerare un coach, o in generale un tipo d’intervento mirato.

 

Bene. Ne abbiamo scremati un po’, adesso chi scelgo?

 

Dando per scontate le considerazioni generali, tipo verificare che non sia un ciarlatano tramite review online o di qualcuno che già conosci, leggere/visionare un po’ del suo materiale online, se ne ha, per iniziare a farsi un’idea, molto della scelta ha a che fare con una sintonia istintiva con quella persona.

 

Può sembrare una considerazione banale, ma la gran parte del lavoro che si farà insieme è basato sull’alleanza operativa tra coach e cliente, ovvero il clima di fiducia ed entusiasmo che si crea tra i due, e che è il motore del processo di cambiamento. Moltissimi coach danno la possibilità di avere un incontro conoscitivo gratuito, per capire entrambi se la cosa può funzionare, al termine del quale l’esito può anche essere negativo, con indicazione di qualche altro professionista al quale rivolgersi.

 

Adesso cosa devo aspettarmi? Cosa avviene concretamente nel percorso con un coach?

 

Ora che hai scelto una persona che ti ispira fiducia, iniziate le sessioni. Naturalmente ci sarà una prima parte nella quale esporrai il motivo di questo percorso, il tuo “problema” (nota le virgolette!), ma considera che potrebbe capitare che tu venga interrotto dopo poco, perché il senso del tuo discorso è già chiaro e il coach vuole entrare nel lavoro subito, a discapito dei dettagli della tua storia, anche se hai una gran voglia di raccontarli. Ricorda che, per quanto possa dispiacerti, andare dritti alla soluzione è proprio quello per il quale stai pagando.

 

Devo aspettarmi una diagnosi, una spiegazione di come sono e perché mi comporto così?

 

 

Assolutamente no. Un coach non è solo una persona che si focalizzerà sulle soluzioni piuttosto che sui perché, ma non è nemmeno titolato o nella posizione di fare diagnosi. Per questo tipo di cose conviene rivolgersi a psicologi e psicoterapeuti.

 

Un coach è qualcuno che conosce delle tecniche di comunicazione, degli strumenti di consapevolezza e molto altro, basato sul suo personalissimo percorso di studi, e li usa per renderti nuovamente autonomo nella creazione della tua vita e delle tue scelte. E’ una persona che ti fa dire Aha! Non l’avevo mai vista in questo modo, e ti invita in uno spazio più grande di quello nel quale ti sei rinchiuso.

 

Non è qualcuno al quale racconti tutta la tua vita per ottenere un responso su chi sei e come funzioni, ma qualcuno al tuo livello che ti fa un sacco di domande per aiutarti a cambiare punto di vista, e ti sta vicino nella prima fase di cambiamento.

 

In cosa differisce allora un coach da un buon amico, che ti sta vicino in un momento difficile?

 

Me ne vengono in mente tre, a parte l’ovvio che è la professionalità: la prima differenza è che un amico vuole uno spazio di attenzione reciproca, se è davvero un buon amico, mentre se ascolta e basta si crea una disparità che prima o poi presenterà il conto. Un professionista può darti la sua piena attenzione e ascolto, perché avete contrattato dei precisi termini nel vostro rapporto.

 

La seconda differenza è che un coach non ti permette di divagare! Quando parli con un amico, per quanto sia espansiva e rigenerante la conversazione, di solito non vi prefiggete di affrontare in modo metodico una tua difficoltà, con una tempistica chiara e senza permettersi di saltare di palo in frasca. Il coach fa proprio questo: a volte il cliente, anche grazie al clima rilassato che si crea, tende a divagare; un bravo coach ti ‘acchiappa per un’orecchia’ e ti riporta al lavoro. É un processo impegnativo, non una chiacchierata davanti a un caffè! Anche per questo le sessioni hanno una durata limitata.

 

La terza differenza è che un amico di solito ha cura di restare in buoni rapporti, e quindi lascia correre ed evita di farti notare le tue contraddizioni, i tuoi schemi ripetuti e le scuse che ti racconti; anche se li ha notati. Invece, il coach non teme di essere mandato affanculo, anzi! Tutto ciò che viene fuori dal percorso insieme, qualsiasi faccia abbia, è benvenuto e può essere usato.

 

Infine: Tieni sempre conto che praticamente tutti quelli che raggiungono l’eccellenza nel proprio campo, si sono affidati a un coach. L’idea che sia una debolezza, e che il valore stia nel ‘farcela da soli’, è una delle grandi trappole del pensiero comune. 

 

 

Spero che questo sia servito a schiarirti le idee. Se hai altre domande scrivimele nei commenti!

 

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