‘Restiamo amici’ è un’evenienza talmente rara e improbabile da essere diventata un eufemismo di ‘ti lascio ma non prendertela con me, eh!’

 

Le coppie di solito si lasciano perché uno decide di rompere e l’altro subisce la decisione, in un clima di dramma e sofferenza. E variazioni sul tema, ma sembra che l’ingrediente ‘dolore’ proprio non possa mancare. Come se il dolore della separazione fosse direttamente proporzionale a quanto si è tenuto alla relazione, e soffrire poco (o affatto) fosse una specie di insulto.

 

Ma deve davvero andare per forza così? Perché non si potrebbe invece salvare ciò che di buono c’è stato nel rapporto, e semplicemente trasformarlo nell’ingrediente base di una successiva amicizia?

 

In effetti è possibile, a patto di rispettare alcuni punti fondamentali imprescindibili. Sono tre, poca cosa! 😉

 

Il primo aspetto fondamentale, se si vuole far sfumare la relazione di coppia in qualcos’altro di altro e di bello, è

 

Avere un rapporto sincero e una buona comunicazione

 

Quando si sta insieme ci possono essere varie motivazioni che ci attraggono verso l’altra persona, ed è assolutamente ok. Ma in generale, un motivo base dovrebbe essere quello di creare un rapporto speciale dove poter conoscere e farci conoscere dall’altro in modo molto intimo, scoprendoci sempre di più e crescendo insieme, trasformandoci via via nella persona migliore che possiamo essere, per noi e per il nostro compagno.

 

Questo significa fare una progressiva pulizia di tutte le nostre aspettative illusorie sull’altro, le pretese egoistiche, i tratti sadomasochistici, il proiettare addosso all’altro fantasmi del passato. La relazione non fa che stimolare e provocare questi meccanismi, e questo ci dà l’occasione per vederli e lasciarli andare una volta per tutte.

 

Può apparire un’impresa titanica, ma come spesso accade, tutto sta nell’intenzione. Nessuno si aspetta di essere perfetto, ma ciò che conta è sapere che la relazione è un banco di prova continuo, e se si vuole preservare il rapporto anche dopo una trasformazione radicale, bisogna avere un atteggiamento improntato alla sincerità e a un’onesta comunicazione, dove ci si prende le proprie responsabilità (il 50%) per tutto ciò che accade o che abbiamo permesso che accadesse.

 

Perché una relazione di coppia si trasformi in un’amicizia, bisogna riconoscere che la nostra creazione (il rapporto) ha una sua vita propria e un suo ciclo di vita, che noi possiamo accompagnare e facilitare portandoci consapevolezza.  

 

Lasciare andare il senso di possesso

 

Un aspetto fondamentale che è necessario lasciare andare, quando si vuole questa trasformazione, è naturalmente il senso di possesso. L’amore ha a che fare col volere il bene dell’altro, e se ci si lascia questo bene ha strettamente a che fare col fatto che arrivi una nuova partner! O più partner.

 

Quindi una buona prova del nove, per capire quanto sei pronta a trasformare questo rapporto in un’amicizia, è chiederti come ti senti all’idea che lui trovi un’altra persona, con la quale essere (più) felice di quando stava con te. Certo, più felice! Se vi lasciate, significa che a un certo punto avevate smesso di rendervi selvaggiamente felici. Ed è questa selvaggia felicità, che ci auguriamo entrambi raggiungiate con nuovi partner.

 

Rispettare un momento fisiologico di distacco

 

Per quanto io sia profondamente fiduciosa nella possibilità di riallacciare un rapporto in seguito a una rottura, e di come la rottura possa svolgersi nella maniera più pacifica e amorevole possibile, ciò non toglie che sia fortemente prevedibile un momento fisiologico di distacco.

 

La possibilità di restare amici non può essere usata come modo per negare la realtà di una frattura che, inevitabilmente, cambia il rapporto per sempre. Ciò che avevamo prima non esiste più, non in quella forma. E se le due persone possono comunque ritrovarsi, lo stesso qualcosa tra loro va a morire, e richiede un suo momento di lutto.

 

Il lutto non ha una tempistica fissa, ma richiede di essere accettato. Quando verrà accettato, potrebbe anche rivelarsi più breve del previsto, ma un momento di distacco è necessario.

 

Non significa che ci si sia persi per sempre, se per un po’ non si riesce a comunicare, solo si è perso il tessuto di relazione al quale eravamo abituati. Da qui in avanti sarà una nuova scoperta e un nuovo viaggio, ma non può accadere se non ‘si molla la presa’ sull’altro, se non gli si è dato (e ci si è dato) il giusto spazio per realizzare ciò che è accaduto e accomodarsi in questo nuovo stato.  

 

Se ti piacerebbe approfondire questo tema ed essere accompagnata in questo periodo, considera di fissare una sessione o un ciclo! Il primo incontro conoscitivo è gratuito, dopodichè ti farò sapere se, e come, posso aiutarti.

 

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