Stare in coppia non è sempre facile (ci avevi mica già fatto caso? :-p )

 

E se è vero che si può fare moltissimo per andare d’accordo, anche avendo caratteri diversi, comunque conviene mettersi il cuore in pace: ogni tanto si litiga! È una delle funzioni basilari della relazione: mettere il ditino là dove dà fastidio, ovvero dove abbiamo dei tasti dolenti che appunto richiedono di essere guardati e infine lasciati andare. Il tuo partner agevola questo processo andando a stimolarti proprio lì, e lo stesso fai tu con lui

Detto questo, che è assai zen e spirituale, come si fa a venire fuori dall’occhio del ciclone, quando ci troviamo dentro? Come fare a rendere un litigio più rapido, più facile e anche più istruttivo possibile, magari per entrambi, senza farti il sangue amaro e senza lanciarvi i piatti? Ecco qui tre strategie da provare

 

1. Vatti a fare una passeggiata

Sul serio: vatti a fare una passeggiata. Smettila di andare in reazione automatica, ogni volta che lui ti provoca e considera la possibilità di lasciar sbollire la situazione, prima di arrivare a un chiarimento. Lo so, in quei momenti vorresti castigare all’istante, urlare o metterti a piangere, e se ti viene da piangere, e se sei ferita, come si fa ad aspettare?? Beh, prova. Fai un bel respiro, raddrizza la schiena

Ricordati che quando si è arrabbiati non si è lucidi, si possono dire cose assai spiacevoli delle quali pentirsi dopo, o prendere decisioni basate sul momento, che potrebbero fare ulteriori danni. Per far sbollire la rabbia, non c’è niente di meglio che staccarsi. Magari una mezzora, e possibilmente senza restare nella stessa stanza! Allontanarti fisicamente ti permette di respirare, ricentrarti in te stessa e nella tua energia. Molto più pulito ed efficace che mettersi a urlare. Impara a memoria questa semplice frase, questa dolce frasetta-missile-terra-aria:

“Ne parliamo in un altro momento”

Ne rimarrà spiazzato, abituato com’è a vederti salire in cattedra per spiegare le tue (validissime) ragioni! Quando vi ritroverete, dopo 30 minuti, un’ora o quello che sarà, lui avrà avuto modo di calmarsi, tu pure, e riconciliarvi sarà molto più semplice

 

2. Riconosci la sua offesa

Guarda, io sono assolutamente dalla tua parte e non ho dubbi che tu abbia ottimi motivi per essere arrabbiata. Non me li devi neanche spiegare, figurati. Però so che, anche nel caso la ragione stia tutta da una parte (evenienza assai improbabile…), l’altra parte sta vivendo il problema in un modo tale da sentirsi ferito. In altre parole: non importa chi ha ragione o torto secondo le leggi immutabili della logica, del buon senso o della decenza. In ogni caso il tuo partner, data la sua personalissima visione del mondo, è ferito. Un grande regalo che puoi fare a lui, ma anche a voi, è fargli capire che ti rendi conto di cosa sta passando e di come, nei suoi panni, anche tu ti sentiresti offesa

Attenzione! Questo non cancella le tue ragioni e non corrisponde a dargliela vinta, ma è un segno di maturità e apertura, che permette all’altro di rilassarsi perché gli dà quel riconoscimento che tutti quanti vogliamo sentire: “Io ti vedo”. Naturalmente qui sto dando per scontato che il litigio sia tale da permettere una riconciliazione. Se invece pensi che lui non abbia alcuna ragione e sia uno stronzo completo, che ci fai ancora lì..?

 

3. Tutto è un interessante punto di vista

Come dice uno dei miei mentori, Gary Douglas (fondatore di Access Consciousness), tutto è un interessante punto di vista. Ma proprio tutto, compresa la sua opinione; e la tua.

Nella concitazione di un litigio è facile agganciarsi fortissimamente a un ruolo, a un’abitudine, a un difetto che ci hanno sempre attribuito, a un ‘perché’. Tendiamo a fare nostra la storia del perché avviene una data cosa, perché l’altro ha fatto questo, perché tu hai reagito così, e se ha fatto questo allora significa che…

Sei proprio sicura?

I significati che gli attribuite sono gli stessi?

Non trovi che queste storie fisse e queste convinzioni granitiche ci allontanino di più, invece di facilitare un riavvicinamento..? Non mi fraintendere: naturalmente comunicare è importante ed insieme si costruisce una narrazione degli eventi che permette il chiarimento. È un processo dinamico, fatto di mediazione e del trovare punti in comune sui quali concordare, ed è il tessuto a quattro mani che costituisce la comprensione reciproca. Ma quando che le ragioni sono state espresse, allora è il momento di dirti

interessante punto di vista che ho questo punto di vista

(funziona di più se te lo dici spesso!). Ricordati che siamo ognuno un mondo a sé, con motivazioni, ragioni e sfumature pressoché inafferrabili. Il cervello ha una complessità, in quanto a neuroni, superiore a quella delle stelle dell’universo. Se vi siete chiariti, e il vostro tessuto di spiegazioni vi ha servito bene… pollice su! Ora è il momento di passare oltre, e riconnettervi l’uno con l’altra. Le storie valgono finché servono e poi potete ringraziarle e lasciarle andare.

Perché l’unica cosa davvero di valore, qui, è la vostra scelta di stare insieme.